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ARNICA

Quanto alla sua famiglia di appartenenza, è quella delle Asteraceae, la stessa dell'echinacea e della camomilla per intenderci. E la doppia faccia? Beh, In questo caso il riferimento è al suo comportamento farmacologico, che può essere duplice, positivo e negativo a seconda della via di somministrazione e della dose utilizzate. Gli estratti di arnica infatti, se ingeriti, possono causare gravi effetti tossici (tachicardia, enterite e persino un collasso cardiocircolatorio) e per questo se ne vieta l'uso interno e quello esterno su cute lesa. Solo a diluzione omeopatica l'arnica può essere usata per via orale. Per ciò che invece riguarda gli estratti fitoterapici la moderna medicina si è espressa decretando indicazioni e controindicazioni.Una revisione del 2013 della Cochrane, ovvero l'organo più autorevole di revisione scientifica della letteratura, equipara in efficacia un gel di arnica, con un gel farmacologico antiinfiammatorio. Il farmaco in questione è il FANS ibuprofene. L'arnica in gel lo eguaglia in efficacia ma anche nella frequenza e nella gravità degli eventi avversi (possibile prurito, rush, eczema).Una recentissima review stabilisce inoltre che un gel di arnica è più efficace del placebo quando usato per il trattamento di numerose situazioni patologiche tra cui il dolore post-traumatico e post-chirurgico, l'edema e l'ecchimosi. Solitamente negli studi si utilizzano gel al 20% di arnica tintura Ph. Eur. La tintura Ph. Eur. contiene 5 g di droga essiccata in 100 g di etanolo al 70° v/v. Recentemente è stato sviluppato un estratto gelificato di arnica al 98% già pronto all'uso, versatile e pratico. È utile per slogature, contusioni, traumi muscolari, artriti, ematomi. È una pianta calda per cui va usata per problemi articolari freddi, in altre parole per dolori che peggiorano con il movimento e migliorano con il riposo. art uscito su farmacista33 di A.Siviero

Categoria: Salute

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