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Disidratazione: rischi, cause e sintomi

Innanzitutto cerchiamo quindi di capire cosa sia lo stato di disidratazione. La disidratazione si presenta nel momento in cui il nostro corpo ha perso più liquidi (acqua) di quanti ne abbia assunti: ovvero, il volume di acqua nel sangue diminuisce, rendendolo più”spesso” e gravando sul cuore, costretto agli “straordinari” per riuscire a mantenere lo stesso livello di sangue nei vasi. Nota: sapete ce la perdita dell'1% di acqua comporta una riduzione del 10% delle capacità fisiche? Disidratazione = stanchezza, affaticamento, pericolo lesioni. Riconoscere l'eventuale stato di disidratazione è relativamente semplice: sensazione di sete, stanchezza, dolori muscolari, aumento frequenza cardiaca saranno il campanello d'allarme più immediato ed evidente. Ci sono poi due casi di disidratazione più preoccupanti: disidratazione acuta e disidratazione cronica. Nel primo caso, il problema si manifesta con un progressivo (e crescente) senso di affaticamento per qualsiasi sforzo venga profuso, oltre ad una diminuzione della capacità di attenzione e/o concetrazione. Si avvertirà una forte necessità di bere, una sensazione di sete di acqua. Acqua che, in caso di disidratazione da attività fisica, potrebbe non essere sufficiente e sarebbero consigliabili bevande di recupero. Da tenere presente: la sensazione di “sete” è un sintomo tardivo, la disidratazione è già in atto. Nel secondo caso, ovvero qualora si dovesse parlare di disidratazione cronica, si affronta una problematica tipica dello sportivo che non ha un apporto sufficiente di liquidi prima e durante lo sforzo. Si palesa con sensazione di stanchezza al momento dell'attività fisica e con difficoltà di concentrazione, oltre che con recuperi rallentati, indolenzimenti e pesantezza delle gambe. Ovviamente, in particolare per uno sportivo, una sensazione pressochè costante di affaticamento e scarsa brillantezza, comporta una diminuzione della performance (oltre ad un aumentato rischio di lesioni muscolari). Si consiglia pertanto a tutti gli sportivi, anche agli amatoriali, di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. E' necessario, in conclusione, fare molta attenzione anche ad alcuni “fattori di rischio esterni”: caldo, freddo, alta quota, bevande eccessivamente zuccherate. Il caldo comporta un'elevata sudorazione, con ovvia perdita di liquidi. L'acqua eliminata dall'organismo in un'ora circa di attività sportiva può essere molta e difficilmente verrà reintegrata nella quantità necessaria. Nel caso del freddo avviene il contrario, ovvero la bassa temperatura esterna richiede all'organismo produzione e conseguente eliminazione di calore , per mantenere un corretto equilibrio termico. Ciò porta uno sportivo a bere meno del necessario. L'alta quota è un'altra falsa amica, con temperature più basse diamo meno importanza alla sudorazione e l'iperventilazione (fondamentale in altitudine per compensare all'ipossia) certamente porta ad una disidratazione attraverso le aeree. Infine, le bevande più pericolose sono quelle ad alta concentrazione di zuccheri, paradossalmente quando si consuma questo tipo di bevanda, comporta una minore assunzione di acqua, con la diretta conseguenza di un elevato rischio di disidratazione. In generale, sono consigliabili in caso di allenamenti con temperatura esterna molto bassa. Chiedi ulteriori informazione su www.farmaeurope.eu oppure tramite la nostra pagina Facebook (Farmaeurope), ti risponderà un farmacista qualificato, in grado di suggerirti i comportamenti più corretti e gli integratori alimentari più efficaci.

Categoria: Salute

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